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Giulio artista con Hombres y Mujeres

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TITOLO Hombres

Hombres y Mujeres (scannadas) è un progetto di arte elettronica realizzato dal dott. Gustavo Palumbo e dal dott. Giulio Regosa.

Per la realizzazione tecnica gli autori si sono avvalsi dei seguenti hardware e software: scanner HP Iic; computer Macintosh Quadra; monitor Sony Trinitron 16 milioni di colori; Montage FR1 Presentation Technology; Desk Scan II v.1.0 Adobe Illustrator v.3.0 Adobe Photoshop v.2.0 Image Q v.3.0

Gli autori ringraziano amici e amiche che hanno gentilmente prestato il loro volto, la società Giddap & Giddap srl di Brescia per aver concesso l’utilizzo dei propri locali e delle proprie tecnologie e lo Spharagine Institute per il know how informatico apportato. Le opere sono soggette a copyright da parte degli autori ed è perciò vietata ogni loro riproduzione e diffusione, anche parziale.

HOMBRES: HOW TO DO

L’iter seguito nella realizzazione di ogni singola immagine di “Hombres y Mujeres (scannadas)’ è così brevemente riassumibile:

1 – scansione e acquisizione in presa diretta su scanner a colori e con software apposito del volto dell’amico/a;

2 – trasferimento dell’immagine digitalizzata in pacchetto software di fotoritocco e sistemazione dell’immagine del volto con la correzione di piccole imperfezioni;

3 – acquisizione, come per il punto 1, di varie e numerose immagini ed oggetti.e loro trasferimento, come per il punto 2, all’interno di una banca immagini;

4 – elaborazione con software di fotoritocco dell’immagine del volto e realizzazione, attraverso sequenze più o meno elaborate, di inserimenti e manipolazioni di altre immagini provenienti dalla banca e di disegni realizzati con altro pacchetto software;

5 – definizione dello status ‘finale’ dell’immagine generata; 6 – definizione, con apposito pacchetto software, dello standard delle diapositive ottenibili dalle immagini video e loro realizzazione.

HOMBRES: DIGITAL IMAGES

La creazione e la manipolazione digitale dell’immagine non è da considerarsi certo una novità assoluta né una attività svolta ancora a livello sperimentale, dato che già da tempo essa è largamente applicata alla produzione video (finalizzata quindi all’immagine in movimento), e alla produzione editoriale in genere (finalizzata quindi all’immagine fissa), attraverso l’uso di attrezzature high end, costituite da stazioni grafiche dedicate, in grado di esprimere altissime capacità di elaborazione.

Tali strumenti impiegano le loro enormi potenze principalmente in due modalità: – nel caso delle applicazioni video, quindi con immagini in movimento, essi permettono di simulare oggetti bitridimensionali generandoli attraverso calcoli matematici in tempo reale, fotogramma per fotogramma e di manipolare sequenze video provenienti da telecamera, con la possibilità.di applicare al tutto, sempre in tempo reale, gli spettacolari effetti che ammiriamo sempre più spesso in film e videoclip.

La risoluzione di queste tecnologie – ossia lo standard di definizione dell’immagine  rimane relativamente bassa, commisurata com’è al tipo di utilizzo finale che è quello della proiezione su schermo cinematografico e televisivo.

Nel caso della produzioni destinate all’editoria gli strumenti tecnologici impiegati consentono invece di raggiungere quella altissima risoluzione (fino a 10-12 volte quella video) che garantisce risultati perfetti in sede di stampa su carta; poiché però con l’aumentare della risoluzione aumenta esponenzialmente l’occupazione di memoria che le immagini producono nei calcolatori nonché i relativi tempi di elaborazione, le potenzialità di applicazione di effetti spettacolari sono drasticamente inferiori rispetto a quelle delle applicazioni video.

In entrambe i casi tali potentissimi strumenti hanno costi che si giustificano solo per operatori ad alta specializzazione, e tali da comportare comunque utilizzi mirati e ad alta produttività. La novità vera e propria è costituita dalla recente nascita di strumenti hardware e software che, essendo dotati di buona capacità di elaborazione e consentendo quindi una loro utilizzazione professionale, sono presenti sul mercato a costi accessibili a una più vasta schiera di utilizzatori.

Si tratta di computer ad interfaccia grafica non verticalizzati verso uno specifico utilizzo, ma in grado di svolgere differenti mansioni. Se da una parte è fondamentale per tali strumenti hardware la possibilità di far funzionare molti software applicativi, ognuno dei quali studiato per un particolare utilizzo, dall’altra è decisiva la compatibilità tra i software stessi.

Il risultato di una tale strutturazione dello strumento offre una potenzialità elaborativa in grado di garantire libertà creative anche maggiori rispetto a stazioni grafiche high end che, come già detto, pur essendo ad altissima specializzazione ed in grado di trattare grandi masse di dati, devono per questi motivi costringere le loro funzioni entro binari ben precisi, pena una drastica perdita di produttività. Per un approccio meramente creativo, dove il motore della creazione è rappresentato dall’intuizione e dalla libera associazione, estrinsecantesi in gesti estemporanei dì natura preminentemente poetica, le stazioni grafiche di fascia alta, concepite come sono per un uso basato su un rìgido schema progettuale, risultano pertanto ostiche. Assolutamente amichevole, flessibile ed attagliata ad un atteggiamento “ludico” è invece l’ultima generazione di computer grafici, la cui collocazione merceologica è a metà strada tra la fascia delle macchine “personal” e quella delle “workstation”.

La potenza di questi strumenti, benché non sia elevatissima in termini assoluti, è coniugata con una grande flessibilità di utilizzo e con una enorme gamma di applicazioni software, risultando cosi assolutamente adeguata aì bisogni ed ai desideri di coloro che operano a fini artistici.

HOMBRES: IL DOLLAGE

Ecco quindi che, forti di un tale medium, gli autori si sono confrontati con una forma di espressione artistica che affonda le proprie radici nei movimenti artistici dell’inizio di questo secolo: il colla e. Nel 1912 Georges Braque realizzò il suo primo esemplare di collage, dandogli per titolo ‘Le Compotier”, e da quel momento i papiers collés iniziarono la loro diffusione nel mondo dell’arte, divenendo avanzato strumento di ricerca del movimento cubista, e rappresentando in generale uno stimolante ed audace tentativo sulla via del rinnovamento del processo di creazione pittorica.

Utilizzato in seguito anche da surrealisti e dadaísti, il collage arrichisce la gamma delle proprie manifestazioni espressive utilizzando materiali via via più eterogenei e declinandosi nelle diverse forme di assemblaggio, alcune delle quali – per esempio il ready made – acquisiranno precise identità e imboccheranno poi ciascuna il proprio cammino artistico.

La modalità assemblativa del collage, dal punto di vista materiale si serve di un medíum hard – la colla (da cui il nome della tecnica artistica) – e ai successivi interventi pittorici sull’elaborato grezzo spetta il compito della fusione, su basi poetiche, delle componenti dell’immagine. Con l’introduzione e l’adozione artistica delle macchine fotocopiatrici la tecnica del collage prende una forte valenza di immaterialità, configurando qui la nascita di un modo soft di realizzare l’opera d’arte, e si arricchisce di una nuova e significativa modalità assemblativa: la possibilità di editing in tempo reale sulle componenti dell’immagine.

La Copy Art ebbe infatti come propri punti di forza la serialità e, soprattutto, la possibilità data all’artista di poter intervenire sulle componenti dell’immagine con operazioni fino ad allora impossibile nella realizzazione di un collage: la ripetizione, l’ingrandimento e la riduzione, la deformazione e la strisciatura, ecc, ecc.

Negli ultimi anni, con l’introduzione negli ambienti professionali ed artistici di quelle tecnologie informatiche potenti e flessibili che abbiamo già descritto, la creazione e gestione di immagini artistiche si attua interamente nella era dell’immateriale, venendo a configurarsi come un’applicazione totalmente ’soft’ in tutte le sue fasi.

Parlando quindi di immagine elettronica ci si riferisce sia all’applicazione dell’informatica alla produzione di immagini che alle nuove tecniche che consentono di elaborare il tessuto significante dell’immagine come se fosse materiale tangibile.

E’ in questa logica che li autori hanno lavorato per la realizzazione di “Ombres y Mujeres (scannadas)”, affrontando in modo innovativo la tecnica del collage che, per il nuovo statuto che lo costituisce, è opportuno definire “dollage”, ovvero “Digital Collage”.

Nel dollage tutto è digitale: sia le immagini, che il modo di assemblarle e costituirle che la loro stessa rappresentazione video sono entità immateriali sulle quali si può intervenire con infinite possibilità di editing elettronico.

Il progetto stesso dell’opera d’arte va necessariamente inquadrato, a priori della sua realizzazione, all’interno den’ambiente digitale per poterne definire con esattezza le caratteristiche, gli obiettivi e le peculiarità.

Ciò che risulta da questo approccio artistico alle tecnologie informatiche, e che è reso ben percepibile dal progetto di Hombres y Mujeres (scannadas) è che le immagini godono di due diverse peculiarità: – la totale digitalizzazione della loro produzione; – la trasformazione dell’immagine da icona riferita ad oggetti ad icona che si trasforma in oggetto essa stessa, attraverso un aspetto di virtualità.

HOMBRES: THE NEW GENERATION

Con queste peculiarità, le immagini di Hombres y Mujeres (scannadas) si pongono anche come il tentativo riuscito di generare una nuova stirpe di presenze adatte a popolare quell’angolo di spazio virtuale ritagliato nella neorealtà elettronica e definito appunto Hombres y Mujeres (scannadas).

Le immagini di Hombres y Mujeres (scannadas) non sono, per le loro caratteristiche costituive e per le loro modalità rappresentative, dei prodotti né finiti né fisici, ma piuttosto oggetti-software, sequenze di istruzioni digitali che costituiscono e materializzano, attraverso la loro propria logica progettuale e la logica di costituzione del sistema informatico, la rappresentazione della loro esistenza.

In questo senso Hombres y Mujeres (scannadas) si configura come una finestra dalla quale guardare sul ‘mondo nuovo’ generato e generabile con le macchine informatiche, e sulle presenze che questo ‘mondo nuovo’dà: da un lato, la possibilità di mettere in atto e di rendere ‘concrete’ e, dall’altro lato, richiede come necessaria giustificazione della propria esistenza.

Tutte le immagini di “Hombres y Mujeres (scannadas)”, o, se preferite, l’intera immagine che comprende il progetto di “Hombres y Mujeres (scannadas)”, concorrono quindi sia ad esprimere le potenzialità e le opportunità del mondo nuovo della realtà virtuale, sia a popolare questa neorealtà con delle neopresenze iconiche che non si fanno portatrici di contenuti altri se non la loro stessa esistenza.

E’ opportuno dire che, nel processo creativo e logico che governa la realizzazione delle immagini, queste sono definite ‘finite’ quando raggiungono il soddisfacimento estetico dei due autori; di per sé l’immagine è ‘infinita’ nella sua possibilità di generazione, manipolazione e gestione.

Questa infatti è la caratteristica delle entità che abitano l’immateriale universo elettronico parallelo: nessuna di esse è invariabile, data per sempre, definitiva; tutte, sono invece pronte ad accogliere un sempre nuovo intervento che le modifichi in una sorta di continuo divenire creativo. Questo universo è oggi ancora sguarnito di neopresenze: gli uomini e le risorse per popolare il nuovo mondo già esistono, ma ancora una volta spetta all’arte delineare le identità degli abitanti attraverso l’unico strumento possibile, quello dell’istanza poetica.

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Arte dell’asilo: gli spaventapasseri

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La mia produzione artistica ai tempi dell’asilo si espresse in due modi:

- i lavori di pasta incollata, spesso a soggetto mistico o favolistico e spesso dedicati alla mamma. Si trattava di opere di maniera, realizzate come volevano le maestre fossero fatte. Le migliori le conservo ancora nel cassetto;

- i disegni liberi con matite e, soprattutto, pastelli a cera sul tema degli figure, con particolare predilezione per gli ’spaventapasseri’ e gli ‘eroi volanti’ di cui sotto, così per gradire, vi propongo due opere originali.

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