25 giorni di fuga dal gelo che avvolge l’Italia tra Tailandia e Cambogia: il traffico della città, la pace dei templi nella giungla, la più classica delle spiaggie tropicali. Resoconto con ricchi commenti, tante foto e qualche video di questo fantastico viaggio. Il reportage – vista la sua lunghezza è diviso in più articoli sulle diverse località, e ogni articolo è suddiviso in pagine.
Eccoci qui. Dopo tante indecisioni, qualche tentennamento, i soliti dubbi sul viaggio in generale e sul percorso in particolare, ma alla fine dei dubbi e all’inizio del viaggio siamo qui, davanti al nostro Airbus Emirates Airways che – via Dubai – ci porterà a Bangkok (costo del volo 520 euro + assicurazione; scalo a Dubia di tre ore all’andata, ma di 8 ore al ritorno).
Di massima, il viaggio di questo inverno è tra Tailandia e Cambogia, da fare senza fretta, con scalo e pausa qualche giorno a Bankok (J’adore!), poi verso est per entrare in Cambogia – via Poipat – fino a Siam Reap (Angkor Wat), poi vedremo. Magari Pnom Phen, sicuramente mare in qualche isola thai (Koh Chang?), poi chi lo sa, fino al gran finale a Bangkok.

Ed eccoci qua. Aeroporto di Bangkok: non luogo fantastico, enorme ed organizzatissimo. In pochi minuti superiamo l’immigrazione e siamo fuori con le valigie in mano a prendere il taxi per la città. Su un nastro trasportatore Visa – come ovunque – ci da il benvenuto nel paese.

Ed Ecco la prima occhiata di Bangkok dalla finestra dell’Hotel. Siamo scesi al Furama Exclusive, Sukumvit Soi 1, un 4 stelle business comodo ma medio. Visto che Bangkok c’è all’inizio e alla fine del viaggio, raggruppo tutte le immagini della città in questa prima parte della Galleria, dando dei temi e degli argomenti che ne riguardino alcune.

Il primo SkyTrain in una giornata calda e non umida. La vettura, fuori, è utilizzata come media pubblicitario e tutti i mezzi sono abbigliati con un trionfo di grafiche colorate di marche diverse, che cambiano frequentemente.

Sotto Sukumvit, incrocio Asok, c’è il tempio di strada molto frequentato della prima foto. Ma in generale – come vedete nelle foto successive – ci sono numerosi piccoli templi open-air presso gli incroci principali.




La concorrenza, tutta in fila. Girando per le strade di Bangkok ci si imbatte spesso in ‘macchine per la vendita’ di fornitori diversi tutte ben allineate in ordine e pronte all’uso. Qui sotto: tre telefoni di diverse compagnie e con diverse funzioni insieme ad una bilancia misura-grassi; sequenza di sei bancomat pronti a distribuire denaro. I bancomat sono diffusi praticamente ovunque e assumono – a seconda della necessità d’uso – un aspetto diverso. Oltre ai nostri classici bancomat, ci sono bancomat-distributori come quelli sotto (da soli o in gruppo) in tutti i metro e i treni, i supermercati, i mercati, i luoghi di shopping. Ci sono dei bancomat-office modulari che vengono collocati dove serve e dove non arrivano questi ci sono i bancomat montati su mezzi mobili: furgoni e anche motociclette.


Sukumvit, vista da ovest a est, all’altezza di Soi 1
Intorno a Pratunam: un’insegna Coca-Cola meravigliosamente corrosa dalla città …



