Che schifo, la naia … un anno di merda trascorso per i primi cento giorni nel centro di addestramento reclute di Foligno e per i successivi nove mesi alla Passalacqua di Verona, nel 9° Gruppo Artiglieria Pesante Rovigo, detta “la Dotta”. E in un anno oltre 200 giorni di consegna semplice, quasi tutti per insubordinazione e scarso rispetto di regole troppo stupide per essere rispettate …

Un anno buttato nel cesso, tra gente rozza e ignorante; sottufficiali idioti e volgari; ufficiali grassi, meschini e deficenti; in mezzo a ruberie continue e cospicue per ingrassare le pancie e le tasche di militari di carriera che non avevano nessuna altra alternativa nella vita; giovani morti per palesi errori di medici militari o scriteriate decisioni di comandanti; altri giovani psicologicamente rovinati peer sempre da un’ambiente di merda stracolmo di enormissime teste di cazzo …

Il mio odio in particolare va al tenente della mia batteria, un lurido ladro pancione e stupido; al sergente Alfano, un disgustoso idiota analfabeta e cappellone che avrei ucciso con le mie mani; al maresciallo dell’ufficio materiali, che ho goduto come un matto quando l’ho visto piangere perché inquisito per furto; a quel grassone pederasta di Spadolini, allora ministro della Difesa … A tutti – ad ogni modo – il mio augurio di lunghe e dolorose malattie, o di una giovine morte per rubarci meno soldi possibile. Grazie a Dio, almeno Spadolone è già crepato …

Di quest’anno rubatomi da questo stato di merda, che per ciò non disprezzerò mai abbastanza, mi rimangono, oltre ai legittimi cattivi pensieri, due immagini: nella prima è l’alba sul Brenta e sono davanti al mio fedele obice del 1943 che ho difeso tutta notte dal freddo con la mitragliatrice naturalmente scarica; nella seconda sono con l’autista Peroni sul trattore che tira l’obice mentre affogati nel nostro orrido presente contempliamo un migliore futuro …

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