La Corsica è la quarta isola del Mediterraneo (dopo Sicilia, Sardegna e Cipro). Separata dalla Sardegna dal breve tratto delle Bocche di Bonifacio, emerge come un enorme scoglio montuoso e ricco di foreste dal Mar Mediterraneo, segnando il confine tra la sua parte occidentale, il Mar Tirreno e il Mar Ligure.

Crocevia da 4000 anni di rotte e di popoli, con alle spalle una storia affascinante e complessa, l’isola che, secondo un’ormai consolidata leggenda, i Greci chiamarono Kallíste, la più bella, racchiude il suo volto più vero, indomito ed orgoglioso, nelle sue selvagge valli coronate da fitte foreste e montagne alpine, nell’austera – quasi contadina – cappella funebre del suo vero eroe, Pasquale Paoli (1725-1807), ancor oggi venerato come colui che – seppure per un brevissimo periodo – seppe dare concretezza al suo mai sopito anelito d’indipendenza.

Con circa un terzo del suo territorio protetto come Parco nazionale, e gran parte del bellissimo litorale immune – soprattutto grazie alla testarda lotta della sua gente – dalle colate di cemento che hanno deturpato gran parte delle coste mediterranee, la Corsica, quasi spopolata (31 abitanti/km²), basa buona parte della sua economia sul turismo, che raddoppia la sua popolazione d’estate.

A questa folla che invade la Corsica d’estate ci uniamo anche, nel luglio 2005, anche io, la spizzi e il cane Max. Per l viaggio utilizziamo una Nissan X-trail.

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